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San Salvatore Facciata

San Salvatore

Un antico e potente monastero risalente al 657, addossato all’omonima chiesa.

Il monastero di San Salvatore fu un antico e potente monastero di Pavia. Le fonti storiche fanno risalire la fondazione del nucleo originario della chiesa al 657. Ariperto I fa costruire un “larario” per la propria sepoltura consacrato a S. Salvatore. Il convento è stato fatto erigere da Adelaide di Borgogna, ed in seguito da Ottone I, che lo fa rinascere nel 969, dopo il declino che la struttura ha avuto fino al 924.

Nel 1436 una prima bolla di Eugenio IV ordina l’unione del monastero a S. Giustina, e impone ai monaci pavesi di ospitare nel cenobio i Benedettini dell’Osservanza. Nel 1453 l’abate di S. Sisto a Piacenza, mediatore per l’Osservanza, prende definitivamente possesso del monastero.La nuova chiesa assume capitale importanza nel 1585, quando vengono ivi traslate le ceneri di Ariperto e di Adelaide, come recano scritto le lapidi commemorative.Nel 1782 il convento viene soppresso, passando sotto la giurisdizione austriaca, e nel 1829 il monastero, in particolare il chiostro, viene adibito a collegio dei Pontieri. La basilica, sconsacrata nel 1860, viene ceduta ai Pontieri. Dal 1873 le sorti del monastero si differenziano rispetto alla chiesa: il complesso conventuale viene ceduto al Ministero della Guerra, mentre la basilica, inserita negli elenchi delle Commissioni Conservatrici Provinciali dal 1868, diviene oggetto di un acceso dibattito tra la Società Conservatrice dei monumenti dell’Arte cristiana per poter essere nuovamente aperta al culto (dibattito ventennale, che si concluderà nel 1900 con il pagamento di 5000 lire al Ministero della Guerra).

Architettura

Il complesso si articola principalmente attorno a due cortili quadrangolari, sul cui lato orientale si addossa il fianco della chiesa di S. Salvatore. Tra il lato ovest della chiesa e il cortile settentrionale del complesso vi è un piccolo chiostro. A ovest del chiostro principale si aggiunge un corpo trasversale (ex-refettorio). Un ulteriore cortile si apre a ovest della corte settentrionale, delimitata da un edificio antico a nord, e due manufatti, di recente costruzione, disposti a chiuderla longitudinalmente. La parte meridionale dell’area è occupata da edifici ottocenteschi adibiti ad officine, depositi ed autorimesse. Tutti gli edifici hanno non più di due piani fuori terra ad esclusione del lato occidentale del chiostro principale che ne ha tre. Il componente ex-refettorio e il corpo più settentrionale hanno un piano cantinato. L’accesso al complesso è dalla piazza antistante la chiesa e dal vicolo meridionale. La chiesa presenta una pianta a croce latina con tre absidi, a crociera costolonata di impostazione gotica.

La facciata

La Basilica del Santissimo Salvatore è uno dei monumenti più belli della città non solo per l’architettura, che segna il passaggio dal Gotico al Rinascimento, ma anche per la ricca decorazione che la riveste internamente e attira l’attenzione. Le numerose opere d’arte sono segni che manifestano la fede della lunga schiera di persone che attraverso i secoli, alla scuola di San Benedetto.

L’interno

L’interno della chiesa, a tre navate, presenta una raffinata decorazione classicheggiante databile agli inizi del XVI secolo; motivi a grottesche, fregi con angeli e tondi e ritratti di monaci nella trabeazione, clipei con profeti negli spicchi absidali e dottori della Chiesa nelle lunette: insieme alla spazialità interna dell’edificio gli affreschi costituiscono elementi di modernità rinascimentale, all’interno di un monumento che per altri aspetti rimane improntato al gusto tardo gotico.

Il presbiterio

è dominato da grandi tele di fine ‘600. La ricca decorazione affrescata è dell’ inizio ‘500 con Profeti, Dottori della Chiesa ed Evangelisti. Il coro ligneo è settecentesco; particolare attenzione merita il bell’ altare lapideo con rilievi e iscrizioni lumeggiati in oro, firmato da Antonio da Novara e datato 1504.

La cappella di San Benedetto

Si trova a sinistra dell’ altar maggiore. E’dedicata a San Benedetto fondatore dell’ Ordine. L’ affresco centrale raffigura il Santo affiancato dai primi discepoli, San Placido e San Mauro. Le pareti sono interamente affrescate con le storie e i miracoli del Santo: ogni episodio è corredato dalla relativa breve didascalia.

La cappella di San Martino

Si trova a destra dell’ altare maggiore. E’ dedicata a Martino di Tours. Il Santo, nato in Pannonia, trascorse la giovinezza a Pavia, dove ricevette anche la sua educazione ed istruzione. Avviato alla carriera militare, si imbattè, nei borghi di Pavia, in un povero mendicante seminudo,al quale donò metà del suo mantello.L’ intero accaduto è qui rappresentato. Nelle lunette e sulle pareti vengono ritratti episodi della sua vita.

Cappella di San Mauro

E’ la quinta cappella a destra. Mauro fu un fedele seguace e collaboratore di San Benedetto. Sulle pareti vi sono tele che rappresentano episodi della sua vita (inizio XVIII secolo.) La benedizione di San Mauro per la guarigione degli infermi, ha dato origine alla particolare devozione dei pavesi al santo. Per questo motivo il nome ricorrente e ufficiale della chiesa è basilica di “San Mauro”.

San Maiolo

La prima cappella a sinistra risalta in tutta la sua bellezza: gli affreschi giovanili del pittore Bernardino Lanzani vi narrano in maniera briosa episodi di vita di San Maiolo di Cluny: dalla sua opposizione ai saraceni lungo i passi alpini, alla riconciliazione di Adelaide di Borgogna con il figlio Ottone II fino al salvataggio di un gruppo di navigatori dai flutti del fiume Rodano, presso Avignone.

Sant’ Antonio d’Abate

E’ la quarta cappella a sinistra, altri brani affrescati dalla prolifica bottega del Lanzani descrivono scene tratte dalla vita di Sant’Antonio Abate: ad episodi di vita contemplativa si sovrappone il confronto finale con il peccato, incarnato dal diavolo in persona.